sabato 22 gennaio 2011
Le altre donne - di Concita De Gregorio
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.
Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.
La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.
Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.
Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari». Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo
mercoledì 15 dicembre 2010
Grappa uno, grappa due, grappa tre…aggiudicata!
Asta benefica alla Sala Chiamata del Porto: pregiati distillati ai collezionisti e il ricavato alla comunità di San Benedetto al Porto grazie all’offerta di Luigi Barile.Si sente parlare di asta dei mobili e degli immobili, di antiquariato e di oggettistica ma un’asta interamente dedicata alla grappa è proprio una novità qui a Genova. Se ad ospitarla poi è la Sala chiamata del Porto e a presentarla è Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre e reduce dalla recente sospensione in Rai dopo “Vieni via con me”, allora l’evento è proprio un’eccezione.
Tra gli addobbi natalizi che decorano la Sala Chiamata del Porto, spiccano le protagoniste della serata: venticinque prestigiose grappe, dono del Mastro distillatore Luigi Barile alla Comunità di San Benedetto al Porto che si aggiudicherà il ricavato dell’asta. Coglie l’occasione Don Andrea Gallo per ringraziare l’amico Luigi e la moglie per il sostegno verso la comunità in previsione di un anno, il 2011, in cui verranno tagliati molti fondi destinati al sociale.
Prima dell’avvio all’Asta, la parola va al mastro distillatore interrogato da Loris Mazzetti sulla qualità delle grappe e il loro invecchiamento mentre qualcuno in sala coglie l’occasione di prendere appunti sul come riconoscere una grappa di qualità. Qualche esempio? Una grappa per essere buona deve lasciare la bocca asciutta, deve essere morbida, delicata e dal gusto armonioso, parole di un vero intenditore. Attenzione poi all’odore dal quale si può riconoscerne la gradazione alcolica.
Sono le 18 quando parte l’asta. I prezzi di partenza variano dai 70€ per grappe invecchiate anche da 10 anni, fino a grappe del valore di 960€ come la G8, dono dei “grandi otto” che si sono riuniti a Genova nel 2001. Si sente a questo punto la mancanza di Paolo Rossi alla Sala Chiamata bloccato in Veneto a causa di un’influenza. Il primo lotto se lo aggiudica una signora, così come il secondo e il terzo. Evidentemente le vere amanti del distillato sono le donne.